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 Oggetto del messaggio: La vernice delle viole di Manfio
MessaggioInviato: 09/11/2015, 14:01 
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Iscritto il: 20/06/2014, 19:21
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Pietro

La vernice delle viole di Manfio

Manfio è un liutaio che vive e lavora in Brasile ma è di origine veneta, le sue viole sono gli strumenti di punta e per questo ben apprezzate dai musicisti che si dedicano a tale strumento.
Esaminiamo insieme la vernice che usa abitualmente visto che Manfio è uno dei pochi liutai che su questo tema non fa mistero e conosciamo anche tre sue viole: La fiammetta, La Tullia d'Aragona e Anna Yaroslavna che vediamo fronte e retro nelle immagini che seguono.

Allegato:
Manfio viole fronte (800x429).jpg
Manfio viole fronte (800x429).jpg [ 191.42 KiB | Osservato 3074 volte ]


Allegato:
Manfio viole retro (800x452).jpg
Manfio viole retro (800x452).jpg [ 202.03 KiB | Osservato 3074 volte ]



Vediamo pure qualche immagini di Manfio e dei figli che lui affettuosamente definisce come i suoi più fidi collaboratori e poi lasciamo la parola a Manfio stesso e a coloro che sono intervenuti.

Allegato:
Manfio e collaboratori.jpg
Manfio e collaboratori.jpg [ 180.03 KiB | Osservato 3074 volte ]



Cordialità - Pietro -

Al tema segue la discussione.


1 - MANFIO
Ecco nella prima immagine fronte - retro la mia viola "Fiammetta" (nota cortigiana Romana), una 40.8.

2 - Pietro
Prima di tutto complimenti per le splendide viole. Troppa grazia per un forum di liuteria amatoriale. Un maestro come te è di stmolo a noi tutti per migliorare.
Qualche dato: Fiammetta 40,8 - Zaffetta 41,8 sono tra i diapason delle viole. Se puoi chiarirci questi dati con altre misure.
Per le vernici anche del piano armonico tu punti molto sulle sfumature che, secondo me, rendono più bello e vivo lo strumento. Ci fornisci qualche istruzione per verniciare (anche terra - terra) uno strumento come le tue stupende viole.

3 - aldeo
Di Manfio non so se siano più belle le sue viole o le loro vernici. Comunque so che il suono è....SUPER !!!!

4 - MANFIO
Grazie! Grazie anche per il "maestro" e scusate se il mio italiano non è proprio perfetto.
Io faccio viole con tavola di 43, 42.4, 41.8 e 40.8, in tutte queste viole la corda vibrante è 375mm e il manico è di 15 centimetri.
La vernice: prima qualche mani di tè ben scuro, qualche volta anche nitrito di sodio a 4% seguito da esposizione alla luce oppure una UV BOX. Utilizzo per l'imprimitura una vernice ad olio fatta da me secondo la ricetta della Biblioteca Marciana (2 parte di olio, una parte di colophonia, una parte di mastice) in una pasta con pomice fina che viene strofinata nel legno. Nessun resto di pomice è lasciata sul legno. Dopo la vernice di Padding (Magister Products) "DORATURA ROSSA" alla qualle aggiunto un può di Bitume della Giudea e Alizarin Crimson in Oil della ditta Kremer, tutto diluito alla consistenza di penellatura.

5 - MANFIO
Di ogni modo, la viola della seconda immagine è "Tullia d'Aragona" (un'altra Cortigiana), una viola 40.8. È un può grassottella per una cortigiana ma questo modello favorisce i suoni bassi, al meno nella mia esperienza. La vernice questa volta è un può più brillante, ma molto trasparente ma il metodo che uso è sempre lo stesso con qualche piccola variante.

6 - frizzers
Da come ci ha abituati il maestro Manfio anche la seconda viola è un'opera sopra l'eccellenza ed Egli cantò ' ..vissi d'arte...' (eh eh )

7 - giacomo.guadagna
Bellissima anche la vernice della seconda viola, potrei chiedere la ricetta magari più particolareggiata?

8 - MANFIO
Grazie! Ecco il procedimento di verniciatura:
1 - Tè (assai forte) diretamente nel legno nudo, una o due mani;
2 - Nitrito di Sodio a 4% nel tè forte: una o due mani;
3 - Essenza di trementina, alla quale aggiunto un può della vernice ad olio che faccio io stesso (due parti olio, una parte colofonia, una parte mastice) - una o due mani;
4 - Forse una'acqua di colla con un può di alume;
5 - Forse una o due mani di propoli in acool;
6 - La mia vernice marciana con un può di pomice in consistenza di una pasta e un può di Terra di Siena Naturale (pigmento) che strofino sull legno, ma senza lasciare residuo della pomice;
7 - Imediatamente dopo questa pasta strofinata, la mia vernice marciana in una mano fina che strofino con le ditta (la consistenza della vernice marciana è come quella dell miele);
8 - Due mani della vernice "DORATURA ROSSA" di Magister Products diluita con kerosene, con l'agiunta di bitume e Lacca di Robia;
A tutto agiounto un può di sperienza in tutte queste fase lavorative, e è tutto. Molto semplice.

8 - mystral1320
beh, complimenti!

9 - giacomo.guadagna
Molto semplice... si si ti credo! ...forse... Ancora i miei più sinceri complimenti

10 - MANFIO
Per la mia terza viola, "Anna Yaroslavna", sono un può pigro oggi per scrivere in Italiano.... così profiterò dell testo già utilizzato in Inglese, con qualche informazione tecniche...
I received a comission from Yaroslav Wenger, from Kiev, Ukraine, to make a viola. I had met him here when I've made a small repair in his viola. In that ocasion he tried my instruments. His orchestra was perfoming the opera Aida here.
He gave me freedom to make it but asked for old wood, one piece back and to name the instrument "Anna Yaroslavna", after a princess. That interrupted my Italian Courtesans series, but no problem, comissioners are entitled to name their instruments.
His current viola is quite big, 43.5 cms, with a string length 15 mm longer than my standart string length, that is 375 mm. But he told that perhaps a smaller instrument would be wellcomed, so I decided to make a midway betwen my two viola models (43 cms. and 41,Cool and decided for a 42.4 centimeters soundbox.
I used the same form I use for my 41.8 violas but left the lower block proud from the form in order to make a longer soundbox, as suggested by Roger Hargrave on his article about Del Gesù building techniques on Biddulph's book.
He is quite a fine player and produces a big sound, so I decided to make an instrument that could bear the attack of a biting bow, with relatevely thicker plates. So I left the back with a small region in the center (a bit up the center) with 6.2 mm and 3.3 on the "polmone", that is, on the lower and upper bouts.
The weight of the (unvarnished) back is 166 grams and it gave a D tap tone.
For the long arching of the back I used these heigths, from the endpin to the nut (in the position of the "quinte di curvature"): 13 mm, 17.8, 19.3, 16.7, 12.2.
The top and bass bar came from Simeon Chambers, from those trees that died in the forties and remained drying in the forest. For the long arching, again from the endpin up, and in the position of the "quinte di curvature" I used this heights: 15.7, 19.5, 19.5, 19, 14.5.
The unvarnished top weighted 116 without the bar, and gave a D tap tone. With the bar it weighted 120.6 grams (just 4.6 grams more) and the tap tone was raised to a F.
The back glued to the rib cage weighted 231 grams.
The closed soundbox weighted 359.8 grams, with an inside coat of untreated propolis in spirits (another suggestion of the comissioner).
I followed Christophe Landon's advice and made the projection of the neck over the fingerboard with 10 milimeters, and it worked fine.
I also followed Samuel Zygmuntowicz advice and reduced the corduroy effect on the top.
I used my normal varnishing system but added some "terra di Siena naturale" pigment from Meimeri (Licastro gave a bit of it) to the ground in order to give it a golden colour. I also used some untreated propolis in spirits over the ground.
I finished it a week ago and yesterday Andrès Lepage, my official viola test driver and photographer came here to test it and take the pictures. He is not satisfied with the pictures and told me he will send me better pictures, I'll put them here later. He took the viola with him to test drive it on the orchestra, I'll be there tomorrow to see Walton's cello concert.
Well, "parole, parole parole", now the pics, first the scroll:

11 - mystral1320
Entao bemvindo entre nos, nesse lugar de locos! Como nao sei se ha outros quem falan tambem portugues, offreço-ma pa traduzere teus postes... Vou fazere do meu melhor em isso. Obrigado mesmo pelas boas imagem... De um punto de vista professional meu (sou luthier eu tambem), acho que seija um bom trabalho. Limpio e rafinado. Nem conheço se clahare muito bem o original, mas o trabalho ta super bem feito! Meus cumprimentos! E bemvindo de novo.

Traduzione:
Intanto benvenuto tra noi in questo luogo di folli. (non so se si tratti di un nuovo utente o se é nuovo)
Siccome non so se ci siano altri utenti che parlano portoghese, mi offro per tradurre i tuoi post.
Grazie anche per le belle immagini.
Da un punto di vista mio professionale (sono liutaio anch'io), pesno si tratti di un buon lavoro. Pulito e raffinato. Nemmeno però conosco bene l'originale, anche se il tuo lavoro é super. I miei complimenti e benvenuto di nuovo.

Ho pensato che forse dargli modo di esprimersi nella sua lingua, fosse meglio che ricorre a parlare in inglese che nemmeno forse tutti conoscono e possono comprendere.

12 - marco angelozzi
Così non vale però! Bellissimo Manfio, ci parli un po' anche della tua vernice usata per la terza viola ?

13 - MANFIO
Ciao! Grazie! questo mio modelo è leggermente spirato in Andrea Guarneri. Per la cassa ho utilizzato come base il poster della viola CONTE VITALE, della rivista THE STRAD. Per il riccio ho utilizzato come base quello della viola PRIMROSE, anche da Andrea Guarneri.
La vernice... La mia vernice va bene per i miei strumenti che sono un può Guarneriesche ma in questo caso non varia molto.
Siccome la mia vernice è scura, è dificile partire da un lengho "biancone".e scurisco un può il legno con il seguente sistema:
1 - Té inglese, molto concentrato, faccio bolire il tè. Due o tre mani.
2 - Una soluzione di 4% di nitrito di sodio e sposizione al sole (qui in Brasile il sole non è problema) oppure UV box. Una o due mani.
3 - Forse un puó più di té.
4 - Faccio una leggere levigatura con MICRO MESH 1500.
5 - Adesso due mani della mia vernice ad olio (Vernice Marciana (1550, circa): 2 parti di olio di lino, una parte di colphonia, una parte di mastice) diluita in trementina, che penetrarà totalmente nell legno, ma in profondità diverse e aiutará a creare una tridimensionalità nell legno.
6 - Adesso forse un può di propoli in spirito.
7 - La mia vernice ad olio (Vernice Marciana) in una pasta com pomice che strofino nell legno con un straccio grosso. Nell caso di questa viola ho messo un puó di pigmento "terra di siena naturale" per ottenere un fondo dorato. Nessuno residuo di pomice sarà lasciato sulla superficie dell legno. Io toglio eventuale residuo di pomice con un straccio imbevuto in Kerosene.
8 - In seguito alla aplicazione di questa pasta - e inquanto è ancora freca - dò una mano della mia vernice ad olio, che ha una consistenza di miele, con le mie ditte, strofinando con le ditte per ottenere una pelicola fina.
9 - Lascio asciugare per un giorno sotto il sole durante in giorno e nella UV box durante la notte. Dopo questo forse una mano di acqua di colla con un può di alume di rocca.
10 - Adesso utilizzo una vernice che compro già preparata, fatta della Magister, "Doratura Rosso", che modifico nella seguente maniera:
aggiungo un puó di bitume e "Alizarin Crimson Dark in oil" della ditta Kremer, della Germania a un può di kerosene. Il bitume serve per scurire l'alizarina. Questo kerosene con i pigmenti menzionatti è utilizzato per diluire la vernice DORATURA ROSSO a punto di penellatura. Due mani.
11 - Pulisco con polishing commerciale e un può di pomice fine o tripoli.

14 - fabiodm
Complimenti Manfio la tua viola è perfetta , grazie anche delle belle foto che hai inserito ricche di particolari che ne descrivono chiaramente la finitura .

15 - mystral1320
Traduzione del testo in inglese di Manfio:
Ho ricevuto un’ordinazione da Yaroslav Wenger, da Kiev, Ucraina, per costruire una viola. Lo conobbi qui quando dovetti fare una piccola riparazione alla sua viola. In quell’occasione provò i miei strumenti intanto che la sua Orchestra era in Turnée qui, presentando l’Aida.
Mi ha dato carta bianca per la costruzione, ponendo come condizioni, unicamente del legno ben stagionato, con fondo in un pezzo unico e che lo strumento doveva essere intitolato ad Anna Yaroslavna, una principessa. Questo ha interrotto la serie dedicata alla cortigiane italiane, ma i committenti sono autorizzati a nominare ed intitolare i loro strumenti.
La sua viola attuale é abbastanza grande essendo una 43.5 cm, con un diapason più lungo di 15 mm rispetto ai miei attuali diapason standard che sono di 375 mm. Ma mi ha detto che forse uno strumento leggermente più piccolo sarebbe stato benvenuto e ho così deciso di fare una via di mezzo tra i miei due modelli di viola: uno da 43 cm e uno da 41 cm di lunghezza della tavola.
Ho usato la medesima forma che uso per le viole da 41.8, lasciando lo zucchetto di fondo abbondante dalla forma in modo da ottenere una cassa più lunga come suggerito da Roger Hargrave nel suo articolo a riguardo delle tecniche di costruzione del Guarneri del Gesù, nel libro di Biddulph.
E’ (Wenger) un grande musicista eproduce un grande suono, e così ho deciso di fare uno strumento che potesse sostenere l’aggressione dei colpi d’arco, con i relativi spessori. Così per il fondo ho lasciato una piccola area (appena sopra il centro) con spessori attorno ai mm 6.2 e spessori attorno ai 3.3 mm nei polmoni, su ambedue, superiore ed inferiore.
Il peso del fondo senza vernice é di 166 grammi e alla percussione emette una tonalità di RE.
Per la sesta (la curvature che si effettua sulla lunghezza del fondo e della tavola) del fondo, ho messo queste altezze, partendo dalla nocetta sino al “capotasto” (cioé in corrispondenza dello stesso sulla tavola, quindi fondo cassa), con i seguenti valori: 13 mm, 17.8, 19.3, 16.7, 12.2.
La tavola armonica e la catena ho usato del legno di Simeon Chambers, di quegli alberi morti negli anni 40 e rimasti a seccare nella foresta. Per la sesta, dall’innesto al capotasto, ho dato queste altezze alle relative quinte: 15.7, 19.5, 19.5, 19, 14.5.
La tavola senza vernice pesava 116 grammi senza la catena, e dava anch’essa una tonalità di Re alla percussione, mentre con la catena pesava 120.6 gr (solo 4.6 grammi in più) e la tonalità di percussione si era spostata sino al FA.
Il fondo incollato alle fasce montate, pesava 231 grammi.
La cassa chiusa pesava 359.8 grammi, compreso il trattamento delle superfici interne con una soluzione a base di Propolis in alcool suggeritami dallo stesso committente.
Ho seguito le note di Christophe Landon ed ho fatto al proiezione del manico sopra la tastiera con 10 mm ed è andata più che bene.
Ho anche seguito le note di Samuel Zygmuntowicz riducendo l’effetto del lupo sulla tavola.
Ho usato il mio normale sistema di verniciatura ma aggiungendo della terra di Siena naturale, pigmento della Maimeri, sullo sfondo in modo da ottenere una sfumatura giallo dorata. Ho anche utilizzato della porpolis non trattata sciolta in alcool da dare come sottofondo.
L’ho finita una settimana fa e ieri Andrès Lepage, il mio fotografo ufficiale e testatore della mia viola, è venuto qui a provarla e a farne le foto. Non è soddisfatto delle foto e mi ha detto che ne invierà di migliori. Le posterò più tardi. Ha preso con se la viola per testarla in orchestra. Sarò là domani sera a vedermi il concerto per cello di Walton.
Bene, parole, parole, parole; ora le immagini, la testa per prima.

16 - MANFIO
Grazie per la traduzione! Sono la terza generazione di Veneti in Brasile (la mia famiglia è di Fontaniva) e mio povero Italiano è rovinato dalla mancanza d'uso (e dalla mancanza di studio anche!!!).

17 - mystral1320
De nada! Muitu prazere! Smile

18 - MANFIO
Parli il Portoghese da vero

19 - aldeo
Ciao Manfio!!!! sempre bellissimi i tui strumenti!!!!! E ben ritrovato in questo sito!!!

20 - Mastro Titta
Manfio , complimenti anche da parte mia non ho parole !
domanda per Mystral ma stai scrivendo in portoghese o in dialetto ?

21 - MANFIO
Il Portoghese è una lingua assai dificile, come l"Italiano. Forse il Portoghese di mystral sia simile al mio povero Italiano !!!

22 - mystral1320
Portoghese, almeno le due ultimo risposte date a Manfio. Comunque, come fatto sopra, dovesse capitare, mi presterò a tradurre eventuali suoi interventi in portoghese o inglese.
Posso tradurre anche dal Francese eventualmente se dovesse occorrere....

23 - Mastro Titta
Ovviamente il mio era uno scherzo....... tra parentesi il tuo dialetto, almeno da leggere è simile a quello di mio padre.

24 - giacomo.guadagna
Bellissima pure questa terza viola e bellissima anche la vernice!

25 - MANFIO
Grazie! Slava Wenger è venuto di Kiev soltanto per prendere la sua viola. Ecco il violista, il liutaio e i suoi garzone di bottega nelle immagini sopra postate.

26 - aldeo
Manfio, a questo punto non so se sei più bravo a fabbricare strumenti ad arco o apprendisti liutai!!! Complimenti!!

27 - MANFIO
Grazie aldeo! Per competire con i Cinese abbiamo bisogno di avere mano d'opera "nostrana"...

28 - fabiodm
Super !!! Complimenti per la tua squadra sono favolosi e il maestro è proprio bravo.

29 - MANFIO
Grazie! Io sempre lascio qualche piccolo lavoro per loro, mio babbo faceva l'stesso con me e di poco in poco se impara un sacco di cose. I miei piccini già hanno una manualità straordinária per la loro età (otto per il maschistto e unidici anni per la feminuccia).

30 - mystral1320
E fai bene Manfio! Penso che non ci sia niente di meglio che imparare "giocando"...
Inoltre ritengo sia eccezionale per lo sviluppo della creatività e della capacità di astrazione, tanto importante nella liuteria....

31 - MANFIO
Grazie, obrigado!

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Naturalmente le integrazioni sono sempre possibile e gradite.


Cordialità . Pietro -


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 Oggetto del messaggio: Re: La vernice delle viole di Manfio
MessaggioInviato: 12/06/2018, 21:17 
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Iscritto il: 10/06/2018, 22:05
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Cosa dite sulle ricette di vernice di Lamberto Corbara? Qualcuno le ha usate?
48 ricette antiche e35 ricette Corbara. Potreste indicarmene qualcuna da voi già sperimentata? Un saluto a tutti e benritrovati.


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 Oggetto del messaggio: Re: La vernice delle viole di Manfio
MessaggioInviato: 13/06/2018, 5:15 
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Iscritto il: 10/06/2018, 22:05
Messaggi: 6
Al 13.mo punto dell'intervento di Manfio si legge che la vernice penetra completamente nel legno contrariamente a ciò che abbiamo appreso in questo Forum. Allora, questa benedetta Vernice deve stare SUL legno o NEL legno? Grazie


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 Oggetto del messaggio: Re: La vernice delle viole di Manfio
MessaggioInviato: 16/06/2018, 14:46 
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Iscritto il: 20/06/2014, 19:21
Messaggi: 104
Località: Verona
Ben ritrovato Giuseppe 45.

Procedo con ordine: le 48 ricette antiche e35 ricette Corbara non le conosco e di conseguenza non le ho mai usate, comunque mai dire mai, non è detto che qualcuno della vecchia o nuova Liuteriaitalia non le abbia provate e se legge queste righe non ce ne renda partecipi.

Per la vernice delle viole di Manfio bisognerebbe prima di tutto chiedere a Manfio stesso o al limite fare una visitina al Portale del violino di Rampini dove è (o era) presente. Posso comunque dire che Manfio per le sue viole usa spessori importanti e non so fino a che punto la sua vernice Marciana possa penetrare a vari livelli nel legno ma sono comunque certo che non oltrepasserà mai lo spessore tanto da trasudare dall'altra parte. In pratica penso che si sia creato un sistema un po' suo ma basato su tecniche conosciute e applicate.
Il quesito se questa benedetta vernice deve stare SUL legno o NEL legno non è nuovo e anche se la scuola di liuteria classica cremonese lo esclude (vedi il trattato di liuteria antica e moderna del Barbieri dove uno strumento verniciato direttamente è considerato rovinato per più generazioni o gli interventi di mystral1320 sul tema) non è detto che non lo si applicasse. La stessa scuola di liuteria cremonese nel quaderno n° 11 sulla costruzione della chitarra classica indica di (riporto testualmente) stendere rapidamente con tampone un velo di olio paglierino, alcuni preferiscono paraffina o altre sostanze, per favorire una più omogenea distribuzione della prima vernice.
Un esempio più importante in quanto riguarda una consolidata metodologia ancora usata è quello della scuola di Mittenwald fondata da Mattia Klotz ( 1656 - 1743 ) dove nei violini la prima fase è quella di dare una mano di olio di lino cotto allo strumento ancora in bianco per poi procedere con le altre fasi di verniciatura una volta che le tavole hanno assorbito l'olio.
Da come si vede ce ne per tutti i gusti e non mancano i moderni preparati che si possono stendere direttamente anche con le dita andando sul sicuro sulla riuscita finale.
Spero che Aldeo (che si definisce violinaro) prima o dopo ci segua anche qui vista la sua comprovata esperienza con la vernice ad olio dei violini.

Quando ho assemblato questo materiale sulle viole di Manfio è stato per gli strumenti semplicemente stupendi e per la filosofia di vita di Manfio stesso e dei suoi bambini da lui definiti i suoi più fidi collaboratori. Non ho ragionato con il senno del poi ma alla luce degli ultimi eventi il tutto sarebbe ora irrimediabilmente perso.

Visto e considerato che uno strumento musicale non è una cassapanca sentiamo ora anche il suono di una delle viole di Manfio... che dire... la voce c'è... eccome!
https://www.youtube.com/watch?v=EMfbB2zeNlc

Cordialità - Pietro -


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 Oggetto del messaggio: Re: La vernice delle viole di Manfio
MessaggioInviato: 18/06/2018, 11:22 
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Iscritto il: 10/06/2018, 22:05
Messaggi: 6
Grazie Pietro per le delucidazioni, avevo sottolineato questo punto proprio perché il concetto che la vernice debba stare SUL legno è stato ribadito molte volte dal Maestro Mystral. Altro dubbio sull'inossamento: Silicato di sodio o Nitrito di sodio ( vedi Manfio). (vada per la colla diluita!)
Cordialità Giuseppe


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 Oggetto del messaggio: Re: La vernice delle viole di Manfio
MessaggioInviato: 18/06/2018, 12:31 
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Iscritto il: 30/05/2018, 15:08
Messaggi: 10
E' un campo che non mi appartiene.
Però mi pare di aver letto che i seguaci della scuola storica cremonese, prima di andare di olio, usassero trattare l'abete della tavola ma anche l'acero di fasce e fondo con dei sistemi isolanti/inossanti che fondamentalmente servivano ad evitare che l'olio delle vernici penetrasse nelle fibre del legno togliendo sonorità, dando ragione alla scuola di pensiero secondo cui la vernice va sul e non nel legno.
A volte si usava un primo trattamento su fasce e fondo a base di the poi fissato con sali di ferro, per esaltare le marezzature; poi acqua di colla data a straccio che aveva appunto diverse funzioni: isolare il legno impedendo all'olio di impregnarne le fibre, costituire una base di fissaggio per le vernici ad olio che, a differenza della gommalacca, non sono autoancoranti. Ulteriore effetto era l'inossamento del legno, specie l'abete.

La ricetta della vernice bianca di Sacconi:

- 25 gr di gomma arabica
- 1/2 cucchiaio di miele
- 1/4 di cucchiaio di zucchero a velo
- l'albume di un uovo, montato e messo in frigo fin quando vien fuori un cucchiaio circa di albumina.
- il tutto sciolto in 100 cl di acqua, meglio se demineralizzata. Lo strumento trattato a straccio con questo composto, doveva essere esposto al sole, dove i raggi UV facevano ossidare e indurire l'albumina; oggi esistono le UV box, per cui è sempre estate :)

D'altra parte anche nel campo della liuteria per chitarre, molti liutai affermati sostengono la dannosità dell'olio paglierino sul legno nudo, sopratutto sull'abete perchè l'olio ha un forte potere penetrante e, impregnando le fibre, ne limiterebbe le vibrazioni. Personalmente comincio ad usare l'olio paglierino (sempre con molta parsimonia) dopo aver dato e carteggiato la terza mano, quindi già a gommalacca al 12% e cioè a legno completamente isolato.

Se ho scritto sciocchezze ho le attenuanti!


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 Oggetto del messaggio: Re: La vernice delle viole di Manfio
MessaggioInviato: 18/06/2018, 19:06 
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Iscritto il: 20/06/2014, 19:21
Messaggi: 104
Località: Verona
In questo stesso settore che parla della verniciatura ho ricavato a suo tempo una discussione sulla vernice di fondo... vi invito a consultarla e ad esprimere i vostri pareri in merito. viewtopic.php?f=21&t=27
...Si può trovare l'acqua di colla, anzi l'umile acqua di colla a dirla con il Barbieri, che invita a non cercare altro...
...Si trova pure la vernice bianca del Sacconi che a prima vista sembra una ricetta per cucina ma che era usata nella liuteria classica...
...Per le chitarre, tavole armoniche in primis, la passatina di olio o di paraffina direttamente sulla tavola è riportata solo nel quaderno n° 11 della scuola di liuteria di Cremona... loro sono abituati più con gli archi che con gli strumenti a pizzico e sempre lì vanno (ad esempio per piegare le fasce della chitarra indicano un ferro per violoncello) ma sinceramente la passatina di olio la eviterei...
...Altra cosa è inumidire il tampone con un paio di gocce di olio paglierino (ma che lo sia veramente) per agevolare lo scorrimento del tampone stesso ed evitare quei trascinamenti di vernice che sono poi quasi impossibili da rimediare... la lucidatura a gommalacca ha le sue regole, sono così da secoli, non resta che rispettarle o è meglio cambiare sistema.

Cordialità - Pietro -


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