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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: La viella a fasce scolpite di Neuma.
MessaggioInviato: 17/08/2018, 16:47 
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Iscritto il: 20/06/2014, 19:21
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Località: Verona
Pietro


Oggetto: La viella a fasce scolpite di Neuma.


Quanti strumenti nel nostro glorioso passato caduti nel dimenticatoio, quanta musica da quelle essenze inconsuete e da quelle tecniche oramai considerate desuete. Fortunatamente in questi tempi moderni c'è che come Neuma che si prodiga per recuperare questo immenso patrimonio.
Questo argomento della vecchia Liuteriaitalia di estremo interesse ha avuto degli OT e delle interferenze che ho preferito omettere per concentrare la discussione solo su questa viella a fascie scolpite ... Ho anche concentrato (visto che la carne al fuoco è veramente tanta) le immagini in tre distinti settori... Spero non me ne vorrete...


Cordialità - Pietro -


Al tema segue la discussione:


1 - Neuma
Ho da poco avviato la costruzione di una viella di cui ho precedentemente eseguito la tracciatura, basandomi su una summa di caratteristiche estrapolate dall'iconografia spagnola del tardo Medioevo.
Lo strumento è progettato secondo i canoni del periodo, che si estenderanno anche al primo Rinascimento, che prevedono non più l'intero strumento ricavato dal blocco, ma non ancora le fasce piegate: la cassa armonica ha un contorno ricavato dal legno pieno (le fasce sono successivamente portate concave a sgorbia, per sottrarre materiale e facilitare la risonanza mantenendo però le estremità più spesse, mancando ovviamente di controfasce) mentre fondo e tavola sono nello stesso legno, ma apposti successivamente: entrambi sono piatti, ma la tavola sarà leggermente pretensionata.
Sto terminando di rifinire appunto lo scavo delle pareti della cassa armonica - in pioppo - usando la rasiera curva, e di questa fase posterò le immagini dove è possibile vedere una lira ad arco rinascimentale, conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna e realizzata con tale tecnica.
La viella in costruzione avrà 5 corde, di cui 4 in manico ed una di bordone, ma l'ho progettata non con un quinto pirolo esterno alla paletta, bensì con una gola laterale con capotasto, che farà scivolare il bordone all'interno della paletta: in tal modo, volendo un domani convertirla a una normale 5 corde in manico, sarà sufficiente la sostituzione di capotasto e ponte.
L'immagine riportata nel progetto ha due piccoli fori di risonanza a C ed uno addizionale in centro, appena sotto la breve tastiera, che sarà rifinito con una rosetta in osso ed ebano.
l'intera cassa è ricavata da un blocco con vena longitudinale. Se fosse trasversale, è palese che la sua durata sarebbe assai breve (per quanto gli strumenti a cassa scavata, tutti quanti, prima o poi si fessurano. Ma è un debito da pagare alla costruzione filologica)

Ecco la prima fase completata: la parete della cassa armonica è rifinita (devo solo più scolpire il reggicordiera a trifoglio e l'area ad esso sottostante). Nel dettaglio, la concavità delle fasce, abbozzata a sgorbia e completata a rasiera. Lo spessimetro è determinante per evitare di scendere eccessivamente nella zona più sottile della fascia

Le vielle a cassa ovale di ridotta cubatura erano più comuni nell'iconografia del Medioevo mediterraneo, ma non solo: questa, con un corto manico realizzato in acero e paletta ogivale (ma tastiera insolitamente lunga, in realtà poco diffusa perchè intanto la viella si suona sulle prime posizioni), è tratta da una miniatura del "The Alphonso Psalter" - c. 1284 (British Library, add. 24686)


Allegato:
Viella 1 - Fonti.jpg [167.52 KiB]
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La paletta (che sarà cava nella parte sottostante, accogliendo le corde all'interno) verrà poi inclinata a pialla successivamente.
Le pareti della paletta iniziano ad essere sbozzate a sgorbia, perchè presenteranno un profilo concavo analogo a quello delle fasce.



2 - porthos
Neuma, complimenti per la nuova viella. Entro così poco che me l'eropersa, compresa l'immagine di riferimento filologico cui ti sei ispirata. domanda seria: secondo la tua sensibilità la cassa così massiccia e la tavola di pioppo (c'è qualche contrabbasso con la tavola in pioppo) che suono daranno?
Il diapason (lunghezza della corda vibrante) è lo stesso delle altre vielle, ammesso che ci sia uno standard?



3 - neuma
Beh, in questo caso il "massiccio" è relativo, dal momento che le vielle a cassa scolpita dal blocco spesso hanno fasce e fondo ben più spesse di questa: il suono è comunque più flebile degli archi moderni, non solo per le caratteristiche costruttive e l'incordatura, ma anche per la proiezione minore sul ponte.
Sul comportamento acustico del pioppo in questo caso ho pochi dati verificati, nel senso che ho provato in passato vielle in pioppo: alcune suonavano, altre erano relativamente afone. Confido che in questo caso, con tavola e fondo piuttosto sottili, una catenatura adeguata e un po' di pretensionatura, lo strumento risponderà abbastanza (questo... sulla carta. Come ho detto, è il primo esemplare che faccio con questo particolare modello).
Il diapason è analogo a quello della viola moderna: in linea di massima, basandosi sull'iconografia in proporzione alla figura umana, possiamo ipotizzare che i vari modelli di viella partissero da una dimensione leggermente superiore a quella del violino a salire. La ribeca invece aveta dimensioni inferiori e un range mediamente più acuto (anche se non manca qualche esempio di viella che possiamo considerare "bassa" per l'epoca, tenendo conto che gli strumenti a corda, per questione di filatura delle corde stesse, arrivavano al più ad un registro di tenore). Tengo questo diapason perchè ho constatato sulla base di una costruzione precedente che risponde molto bene all'accordatura presa dal De Moravia in D G d g d. Almeno per questo, cerco di andare sul sicuro...

Ho cominciato a presentare il manico sulle fasce, creando la sede su queste ultime (il manico verrà poi incollato e spinato senza coda di rondine, un po' come si fa anche per il violino barocco)
Nella parte posteriore del cavigliere ho scavato quella che sarà la cassetta dei piroli: il manico è quasi terminato e solo da rettificare.



4 - salvatore catania
Bellissimo lavoro. Domanda da profano: ma una volta rifinito, l'intaglio andrà riempito (non so stucco di un colore a contrasto........) o va lasciato così? Te lo chiedo in quanto immagino il lavoro che dovrà fare il pollice.



5 - neuma
In effetti il retro manico scolpito potrebbe dare fastidio se l'intaglio si approfondisse troppo. Inizialmente l'idea era quindi di riempirlo di stucco d'ebano, ma ho notato che in questi casi (specie quando il riempimento, in passato, l'ho fatto a regola d'arte), chi osserva lo prende per un semplice decoro a china...
In questo caso, il manico ha un retro piatto e sotto il dito l'intaglio si avverte appena. Tieni conto che, non essendo un violino, suoni quasi sempre fisso in prima/seconda posizione senza scivolamenti: constatando che non frena il pollice, ho deciso di non richiuderlo e invece di rifinire la sede così, appena arrotondata e senza eccessivo dettaglio o tridimensionalità. Di solito intaglio solo la nocetta ma in questi giorni fa caldo e... il caldo può dare alla testa.

Su segnalazione del sempre cortesissimo Vincenzo Cipriani, liutaio in Assisi, in una tempera di Filippino Lippi, "Ritratto di un musicista" (presumibilmente 1483-1485), esposto alla National Gallery of Ireland di Dublino, si può osservare il dettaglio di una paletta scavata con fasce concave. E' un modello piuttosto tardo di viella, e si tratta di un modello con bordone esterno


Allegato:
Viella 2 - Lavorazione strumento..jpg [198.36 KiB]
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Il fondo intanto è pronto da catenare: pioppo fiammato, tanto bello quanto infido. Ci ho già rimesso una lama di bindella...



5 - salvatore catania
Lo so che il caldo può dare alla testa.... condizione minima è avercela la testa.
Intanto storici cappellifici e relativi negozi chiudono battenti. Si paventa il fallimento dell'industria della scarpa, se oltre alla testa, la gente dovesse nascere senza i piedi.
Confermo le caratteristiche del legno in questione: bello ma maleducato.


6 - neuma
Rosetta per la tavola armonica, livello superiore, in pink ivory. E' una versione semplificata, viste le dimensioni (diametro 29 mm.) della rosetta presente su un basso di viola di Guarneri del Gesù, visibile nel riquadro. Chiuderò con un livello sottostante in osso bianco, molto sottile, che è ancora da traforare .
Fondo catenato, incollato e portato a filo.


7 - blubasso
Posso dire una cosa? Non me ne intendo nulla, ma la trovo bellissima...
Una volta terminata farai sentire come suona? Puoi caricare i files su SoundCloud e mettere un link dal forum, se non e' contro le regole. Non credo ma non lo so.



8 - neuma
Grazie.. Normalmente non registro demo dei miei strumenti, sia perchè non dispongo di un'attrezzatura adeguata a rendere in modo fedele l'audio (e quindi, tanto varrebbe) sia perchè non è il genere di strumenti che possono funzionare estrapolati dal contesto loro proprio. Preferisco piuttosto utilizzarli in concerto, quando restano a me, e registrarli in azione, anche se in contesto di ensemble.
Questa, ad esempio, è la registrazione dal vivo di una viella a 5 corde in manico costruita qualche anno fa, in duo con un'arpa gotica...
https://www.youtube.com/watch?v=h7gLYlL ... DXZuJHjLt4



9 - blubasso
Interessante la melodia e mi piacciono molto i suoni degli strumenti. Sei tu che canti?
Sara' anche medievale ma trovo il brano bello. E poi chi ha detto che la musica deve avere solo un modo di essere suonata? Siamo uguali alla gente di 1000 anni fa, solo piu' tecnologici...


10 - neuma
Infatti, nessuno dice che la musica medioevale non debba essere bella (tantomeno io che mi occupo nello specifico di musica antica). Non ci allontaniamo poi per certi versi dal jazz: a partire dall'uso del modale, ma tutto ciò che si ha è una traccia melodica (nella foto, il facsmile dell'originale del brano, l'unica cosa che ci è pervenuta) e il resto, scansione ritmica, armonizzazione - per quanto il termine non sia corretto visto che siamo ancora molto lontani dall'armonia - e gestione delle parti è affidato all'esecutore, alla sua eventuale sensibilità e alla conoscenza di quelle che erano le regole interpretative del periodo



11 - Pietro
Ma stavolta siamo alla telepatia... pure io per il fondo e le fasce della mia romantica che ho in cantiere avevo scelto del pioppo marezzato... e anche Salvatore si è orientato sul pioppo contemporaneamente nonostante il: "tanto bello quanto infido".
Chissà come suoneranno i nostri strumenti che abbiamo in opera con questo legno.



12 - salvatore catania
Suoneranno bene, lo sanno che l'inverno è alle porte e i camini fremono.
Dagli avanzi della chitarra arpa io ci ho tirato fuori un set per romantica a plantilla stretta. Ma spero di averne beccato ancora (in quel di Desio.....mi manderà le foto); stessa qualità però stagionato solo 8 anni - il minimo sindacale -, tanto un altro annetto passerà per smaltire la roba in corso.
Neuma sta procedendo con un ottimo ritmo e con la perizia alla quale ci ha abituati. Devo confessare che questo modo di vivere in "diretta" la creazione di uno strumento affascinante come la viella mi sta appassionando; ovviamente per me è un mondo assolutamente ignoto e inarrivabile ma davvero pieno di fascino.
Continuo a seguire........eccome se seguo!!!


13 - Guido
Che lavorone! Complimenti davvero



14 - neuma
Di violoncelli e contrabbassi in pioppo ne ho visti parecchi, suonavano bene oltre che essere esteticamente nellissimi. Di archi "chiari" della famiglia invece ho visto realizzata in pioppo solo una viola del liutaio piemontese Arnaldo Morano (mancato ultranovantenne alcuni anni fa, attivo fino all'ultimo). Anche lui aveva confermato la "rognosità" di questo legno. C'è da dire che, essendo relativamente leggero, dovrebbe essere d'aiuto per uno strumento a cassa scavata, in cui gli spessori anche se ridotti al minimo sono comunque "tangibili" da un punto di vista del peso.
Pietro, i nostri pioppi sono simili, entrambi hanno questo effetto come di "nastri" affiancati...


15 - salvatore catania
Su contrabbassi e violoncelli appunto, un liutaio toscano - Maestro Fabio Chiari - usa spesso questo legno. Le zone diversamente dense presuppongono che si intuisca come fare slalom col ferro per ottenere spessori costanti e regolari, altrimenti meglio andare di calibratrice. Superata questa fase critica direi che si lascia piegare docilmente, non scheggia e tiene molto bene la forma. Come spessori, in effetti, richiederebbe qualche decimo in più rispetto all'acero ma, almeno sugli strumenti a pizzico, si può supplire con una catenina supplementare al fondo; le fasce hanno meno problemi in quanto con la piegatura a caldo acquistano notevole rigidità, eventualmente si possono rinforzare con dei pilastrini.



16 - neuma
Con lo strumento ormai a cassa chiusa, rifilata e trattata col turapori, ho realizzato la cornice della rosetta. E' dipinta in china ed estratto di robbia (della tonalità esatta del legno della rosetta, il purple ivory), intorno alla rosetta stessa ed alle due madreperle già intarsiate nella tavola, e finita con inserti in foglia oro. La leggera asimmetria del rombo dipende dalla foto, scattata con prospettiva tangenziale per evidenziare le madreperle



17 - Pietro
Veramente uno strumento fantastico.
Un esempio chiaro di arte nel senso più ampio del termine.
Penso che pure questa viella suonerà prima del panettone.



18 - Guido
...anche perché non è facile far suonare un panettone.
Neuma volevo chiedere cosa usi per incollare la madreperla?



19 - fabiodm
Bel lavoro complimenti Neuma, seguo con interesse.


20 - neuma
Anche la tastiera è al suo posto, ora... la montatura sarà in ciliegio a parte i piroli, per cui ho preferito il palissandro perchè ha meno tendenza a cambiare di volume con le variazioni climatiche, e quindi crea meno problemi con la tenuta in sede del pirolo stesso.



21 - Guido
Credo di essermi perso qualcosa riguardo le fasce.. è una decorazione quella sulle fasce?



22 - salvatore catania
Quando sarà il momento mi piacerebbe ascoltare il suono.......e non credo di essere il solo!



23 - blubasso
Concordo.



24 - neuma
Prima mano di vernice (tastiera già incollata, tanto così corta non crea problemi in verniciatura).... e già che ci sono, porto avanti una viella gemella ma ....un po' più piccola! come si vede dalla scala millimetrata (corpo in acero, tastiera e cordiera in ciliegio come la gemella grande, C intagliate a coltello, niente corde però) che, appena riuscirò a corredare con arco debitamente in scala (ci sto lavorando) e rotolino di tetragrammi in neumatica Rolling Eyes .... metterò sotto resina: diventerà un ciondolo, e mi si perdoni la frivolezza



25 - blubasso
Carinissima la mini-viella!
...e la sua sorellona è davvero bella da vedere...



26 - mystral1320
Brava Neuma! Mi piacque assai!!!
Non vedo l'ora di vederla montata...



27 - Pierpa
Proprio un bello strumento! Complimenti!
Per quanto riguarda il ciondolo, vista la Tua bravura nelle miniature, potrebbe essere un'attività accessoria alla liuteria.



28 - neuma
Cordiera (intarsio in stucco d'ebano, madreperla di abalone e labradorite) in corso d'opera, su base ciliegio Il reggicordiera, scolpito dal blocco, è a trifoglio (è un motivo tipico dellle citole, che si può anche ritrovare sulle vielle)



29 - mauro48
Complimenti per l'accuratezza del lavoro, dire brava è poco.



30 - neuma
Dettaglio del reggicordiera: non è apposto, ma scolpito dal blocco della cassa armonica. E' intagliato a trifoglio: questo era un elemento caratteristico in special modo delle citole (vedi dettaglio di citola tratta dal Salterio detto "De Lisle" ('Arundel 83 II', British Lìibrary, primo ventennio del Quattordicesimo secolo), ma va ricordato che spesso la viella era vista (e di conseguenza trattata) come una sorta di gemella ad arco della citola....



31 - aldeo
Non so se il plauso è per il lavoro o per la ricerca filologica; scegliete voi! per me.



32 - neuma
Grazie! Diciamo che, avendo già costruito diverse vielle, strumento che per altro suono da alcuni anni, ho cercato di "tenere buone" determinate caratteristiche, che secondo me hanno riscontro sia a livello sonoro che a livello di usabilità (la viella in genere è meno comoda di un violino, anche se naturalmente ha meno esigenze di carattere tecnico-esecutivo), omettendone altre che - seppur testimoniate dall'iconografia dell'epoca - sono ben poco proficue, tanto che con l'evoluzione di questa famiglia di strumenti si sono perse. Questo è il motivo per cui scelgo di costruire strumenti che non solo ho approfondito in fase di studi dal punto di vista iconografico, ma che conosco anche sul piano pratico... che in fondo dovrebbe essere la discriminante principale (l'estetica è simpatica, ma... prima di tutto la valenza pratica, no?)
Ponte quasi terminato... prima di dare l'ultimo tocco sugli spessori e forma della crestina, ci sarà la fase di inossatura in soluzione di polvere di china. Questa tecnica, spiegatami da un solista di viola da gamba costaricano, figlio di un liiutaio appunto specializzato in viole da gamba, getta luce sui ponticelli neri del Rinascimento e primo Barocco, presenti prepotentemente nell'iconografia e che ad alcuni fanno pensare a ponti in ebano. In realtà la tecnica dell'inossatura con la polvere di china (in una soluzione più densa di quella dell'inchiostro normalmente utilizzato) era tecnica abitualmente in uso ad ebanisti ed intarsiatori dell'epoca per rafforzare la fibra dei legni semiduri senza peraltro stoppare la fibra come avrebbe fatto l'acqua di colla, il ponte dopo l'inossatura è stato immerso nella soluzione di polvere ed acqua per un paio d'ore, e poi asciugato. Quando la polvere sarà ben asciutta (la china su legno in genere è completamente stabile dopo un paio di giorni) lo carteggerò con micromesh fine per compattare la polvere nella fibra. La crestina è ancora 1 mm. circa più alta del necessario e andrà ovviamente ritoccata in fase di montatura

Si comincia la montatura, per ora solo provvisoria, in nylon e carbonio anziché in budello (che sarà quella definitiva): non serve per suonare, ma per determinare l'altezza e angolazione delle corde e, di conseguenza, dei tre capitasti: questo è il capotasto laterale, che dovrà sorreggere la corda di bordone, obliqua ed esterna al manico.
La corda di bordone si ritiene erroneamente da suonarsi aperta, poichè non tastabile. In realtà l'iconografia ci mostra che su di essa si agiva col pollice, per vari effetti (più tardi posterò esempi dalle raffigurazioni dell'epoca)



33 - Pietro
Stavolta ci vuole proprio un bel tutorial per contenere tutte le nozioni storio-teoriche e il procedimento tecnico-costruttivo che abbiamo via via seguito nel corso di queste pagine.
Sono tra l'altro convinto che il lavoro che seguiamo con crescente interesse porterà sicuramente più di uno a seguire gli antichi strumenti e le loro arcane sonorità.



34 - Guido
I decori sulle fasce sono dipinti o intarsiati?



35 - neuma
Sono dipinti, naturalmente: essendo le fasce spesse meno di 4 mm. nella parte centrale, incidere la sede per un intarsio in un punto dove il legno è di testa avrebbe voluto dire una spaccatura certa...
Integro il post con un articolo scientifico di un ricercatore del MIT (Massachusetts Institute of Technology) e del suo team, ricevuto oggi da un amico. Estrapolandolo dall'articolo più ampio (scaricabile da rspa.royalsocietypublishing.org) segnalo l' immagine visto che si ritrova anche la forma dei fori di risonanza adottati per questa viella. Secondo l'autore dello studio, le successive modifiche ed evoluzioni nella forma dei fori di risonanza, dalle vielle medievali ad arrivare ai violini di scuola cremonese non sono avvenute in modo casuale, ma (anche se da rilevamento empirico) secondo l'affinarsi di un parametro acustico, che corrisponde ad un aumento della velocità dell'aria attraverso il foro di risonanza, e quindi ad un suono più forte. Questo aumento non dipende dall'area del foro di risonanza, bensì dal suo perimetro. Il foro di tipo e) è stato adottato in questo modello di viella.



35 - mystral1320
Provo a dire la mia, anche se Neuma in tal senso e' ben più erudita di me (contesto medievale). Oggi la scelta tra strumento monoxilo o assemblato, si risolve con la pura scelta del costruttore/trice. All'epoca non fu così. La viella nelle sue diverse espressioni si trova presente sin quasi dal primo medioevo: nell'epoca citata, il problema maggiore era dato dalla pochissima varietà di attrezzatura, dalla relativamente inesistente tecnologia e dall'assenza di colle di qualità che permettessero un giunzione salda di pezzi separati.
Non si trattava quindi di far del strumenti "fragili" ma era una scelta assolutamente inderogabil per i motivi appena citati. L'attrezzatura si risolveva in alcuni grezzi tipi di pialla, alcuni tipi di seghe, degli scalpelli dritti e delle asce da scavo.
Paradossalmente (in senso storico) con la caduta dell'impero romano, molta dell'attrezzatura in uso anche tra gli egizi scomparve per diversi secoli, iniziando a riaffiorare solo tra il tardo medioevo e il rinascimento.



36 - neuma
Prove documentali sugli strumenti monossili ce ne sono in quantità (sempreché uno abbia voglia di approfondire). Dalle arpe gotiche e bardiche dei secoli XIV e XV conservate in vari musei tedeschi e irlandesi, a lire sassoni e crotte arrivate fino a noi non integre ma comunque in frammenti apprezzabili, fino alla violetta di Caterina de Vigri di cui esiste un accurato studio (in inglese) opera di Marco Tiella. Nonché a trent'anni di ricerca di vari liutai e organologi europei (per citarne solo qualcuno e solo in Italia... Cipriani, Zerbinatti, Salerno, Ceccotti, Buonoconto...). Consiglio di procurarsi e leggersi il più volte citato trattato di Mary Remnant sugli strumenti ad arco del Medioevo, nella ricostruzione filologica quasi nulla è a casaccio.
All'inizio ho parlato di uno strumento con fasce scolpite, corredato di indicazioni sul museo in cui è conservato (ed è un esempio significativo, perchè addirittura rinascimentale e non medievale) ma non è il solo. Sarebbe il caso di rileggere interamente il topic...per documentarsi ci vuole pazienza e questa talvolta porta via del tempo prezioso... ma ne vale la pena.


Allegato:
Viella 3 - Strumento finito..jpg [74.19 KiB]
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Presento quindi lo strumento finito... non resta che suonarlo.

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Naturalmente integrazioni o altri pareri sono sempre graditi.

Cordialità - Pietro -


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