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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Flauto di Pan
MessaggioInviato: 08/07/2014, 13:16 
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Iscritto il: 20/06/2014, 19:21
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Località: Verona
Pietro

Oggetto: Flauto di Pan.

Il flauto di Pan, o più propriamente siringa di Pan, è uno strumento a canne accostate e legate fra di loro. Il nome deriva dalla leggenda greca nella quale il dio Pan si era innamorato di una ninfa che per sfuggirgli si fece trasformare in canna da una divinità che la proteggeva. Pan usò questa canna per costruire la prima siringa e la suonò per consolarsi.
Da qui il nome. Si tratta comunque di uno strumento conosciuto da oltre duemila anni in ogni parte del mondo, è generalmente costruito in canna, ma ci sono anche modelli in legno, ceramica, metallo e più recentemente anche in plastica. Appartiene alla famiglia degli aerofoni e il suono viene prodotto dall’aria spinta contro un’orlo a taglio netto e messa in vortice; il tubo funziona da risuonatore e la lunghezza determina il tono. Lo strumento generalmente è a canna chiusa e per questo la loro misura è a scalare e determina la caratteristica forma.

Nel civico museo di Modena è custodito un’esemplare di flauto di Pan trovato sopra il petto della mummia di un dignitario imperiale in scavi fatti nella necropoli degli Incas a Pachacama in Perù. Il nobile contesto e la località del ritrovamento testimoniano la diffusione universale dello strumento.

Allegato:
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Da come si può vedere è di costruzione semplice in quanto è composto da nove cannucce tenute insieme con una sola striscia di canna mediante legature di spago.
Le misure sono le seguenti.

Lunghezza in cm.- 26 – 24 – 19,9 – 16,5 – 15,2 – 13,3 – 12,4 – 10,8 – 9,7.
Diametri in cm. – 1 - 1,2 – 1,1 - 1 - 1 - 1 - 0,9 - 0,9 - 0,8.

Questo storico strumento si può visionare dal vero in quanto, come sopra detto, è custodito nel museo civico di storia e arte medioevale e moderna di Modena assieme ad altri interessanti pezzi della raccolta.


Le forme fondamentali del flauto di Pan sono quattro: a / forma semplice – b / forma scavata in un solo pezzo – c / forma doppia – d / forma a fascio.

Allegato:
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foto 150 (640x214).jpg [ 22.36 KiB | Osservato 7953 volte ]


La progressione sonora è in base alla lunghezza delle canne: dimezzando la lunghezza la nota risulterà un’ottava sopra: a / nota intera – b / ottava superiore – c / due ottave sopra la nota a. Questo è fondamentale per la costruzione.

Allegato:
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Cordialità - Pietro -


Al tema segue la discussione:


1 - fabiodm
Argomento molto interessante questo dei strumenti a fiato devo confessare che ultimamente sto facendo molti esperimenti con ance, tubi ,bambu ecc. e davvero cè da perderci la testa.
Grazie Pietro per aver inserito il post

2 - ulisse
bene bene bene bene....qui ci voleva un abitante della lombardia, terra di nebbia, di monti di laghi e di firlinfò o flauti di pan
questo strumento era m,olto diffuso e ancora oggi diversi gruppi folkloristici della fascia pedemontana fondano i loro spettacoli sulle musiche di questo ancestrale strumento ed era pure facile trovarlo nelle osterie ad accompagnare il canto...
secondo un opinione diffusa un tempo questo strumento era diffuso per la facilità di costruzione ma soprattutto d'intonazione...
la tradizione lo vuole in arundo e con un numero di canne assolutamente dispari (15, 17,21)
le canne vanno montate "a testa in giù" rispetto a come crescono dal terreno e tra le vcanne e la costa orizzontale usavasi mettere una striscia di gomma ricavata da una vecchia camera d'aria per ottenere uno strumento più solido. essendo imnfatti le canne rigide e lisce un punto "morbido" assicurava maggiore aderenza...
mamma mia speriamo di essermi spiegato!!!!!!!!!!
non è difficile ma io sono un pessimo oratore...
comunque la prossima volta che ne faccio uno per un amiucoo vicino di casa (miei principali clienti sono i bambini..) faccio ache un po di foto e le metto qua...

3 - sonapipian
bellissimo, mi ero perso questo lavoro sul flauto di pan!
era uno strumento molto noto anche ai paleoveneti e vi sono più raffigurazioni.
mettend in ordine sparso alcuni appunti che ho scaricato nel tempo inerentemente i paleoveneti ecco degli spunti:

***
SUONATORI DI STRUMENTI DELL’OLTRETOMBA

Nelle sicule e nei bronzetti veneti sono frequenti le raffigurazioni di musicanti, forse era una pratica o cerimonia di culto o attività legate alla vita di società . Per le raffigurazioni delle situle il problema è aperto , ma per quanto riguarda i bronzetti , in quanto costituivano offerte ai defunti ,rientrano nel quadro dei culti paleoveneti.

Le raffigurazioni. Sulla situla della Certosa al museo archeologico di Bologna sono raffigurati due personaggi con cappello a tese larghe, uno davanti all’altro intenti nel suonare uno la lira e l’altro la siringa, ma anche in altre situle furono notate scene di musicanti , la musica era elemento importante nella cultura dei Veneti.

Per i bronzetti abbiamo Testimonianze al museo Concordiese di Portogruaro proveniente da Sesto al Reghena- suonatore di lira seduto sopra uno sgabello databile V sec.

Al museo provinciale di Torcello che raffigura un suonatore di siringa vestito con un gonnellini lungo fino al ginocchio.

A Gazzo Veronese è conservato un altro suonatore di siringa proveniente dalla necropoli di Dosso del Pol Questa statuetta si è sicuri che viene da un contesto funerario e si presume anche per gli altri bronzetti.
***

ecco allora un particolare della situla della Certosa conservata a Bologna.
ecco gli antenati veneti che suonano, non sembrano all'ombra di una frasca? dietro donne che ballano, curiosi gli abbigliamenti e i caratteristici copricapi (apriremo una sessione vestiario per rendere più naturali gli strumenti storici? Laughing ). quella in cima per me è una caliera con la polenta Laughing d'altra parte queste situle funerarie avevano il compito di raccontare per immagini un po' tutta la vita della società del defunto, ci sono le guerre, i lavori nei campi, le cerimonie, i momenti ludici. e ogni momento ha un abbigliamento particolare. ecco come ci si veste per suonare lira e siringa:
inoltre al museo della cattedrale c'è un capitello di un'edicola romana con un suonatore di siringa.

4 - taylbern
Durante il mio ultimo viaggio in Messico ne ho comprati due, uno piccolino tipo portachiavi e l'altro un pò più grande, ma.. ahimè non so suonarli, non riesco a cavarne un granchè, dovrò consolarmi a grattare le mie chitarre!


5 - mystral1320
A questo proposito, segnalo che a Bellinzona, vive e lavora da molti anni Sante Occorso, che, a detta di molti musicisti é uno tra i top di costruttori di siringhe, ma anche di clarinetti popolari a canna cilindrica con un ancia semplice.
Ne avevo uno molti anni fa in Do, che dava un suono simile ad un sax soprano. Non so se abbia un sito internet o meno, ma so che non é molto eloquente per ciò che concerne la sua arta, o meglio dice solo fino ad un certo punto, poi....
Mi paerva giusto segnalare la cosa....

6 - Dolceritmo
abbiamo la lunghezza totale delle canne, e il diametro del foro, la profondità effettiva del foro come la si ricava?


7 - mystral1320
Posso solo dirti ciò che ho visto fare a Sante Occorso durante un documentario alla TV Svizzera. Egli taglia le canne (in alcuni suoi strumenti varia solo la lunghezza mentre il diametro del foro rimane invariato), con un taglio a scalare (anche l'occhio vuole la sua parte). Le rifinisce tutte alla sommità e poi le "tara" immettendogli della cera liquida piano piano oppure della palline di cera morbida che poi fa rinvenire piano piano col calore.
Il fondo viene tappato inserendoci un pezzettino di legno cilindrico e dalla lunghezza di circa un cm...

8 - Dolceritmo
Di queste informazioni ne farò tesoro.

9 - blu
Dolceritmo, ciao anche da parte mia...
In riferimento a questo argomento ti consiglio il volume:
"Il flauto di Pan in Brianza e nel Lecchese" di Giorgio Foti, Cattaneo Editore.
Nel volume viene dettagliatamente descritta (con un'impronta di tipo localistico) la storia e la tradizione di questo strumento in quel comprensorio ma poi ci sono diversi spunti sui vari costruttori, sulle loro tecniche costruttive, sulle riduzioni e sulle legature e sono presenti diverse foto...
Alcune cose sono veramente strabilianti ed interessanti, tra le altre cose viene spiegato come, dove e quando raccoglievano le canne e come veniva trattata la stagionatura (per alcuni 2/3 anni, ma un costruttore arriva anche a 10 anni!), poi vari aneddoti, per esempio viene raccontato che per "chiudere" la porosità interna delle canne un costruttore usava una particolare scovolatura con una penna di gallina instrisa con grappa ed aceto bianco...
Per quanto riguarda il costruttore citato da mystral, il suo nome è "Santi Occorso", questo è il suo sito:
http://www.occorsopanfloeten.com/
qui puoi trovare una sua intervista:
http://www.swissinfo.ch/ita/societa/I_f ... d=30914586
e qui alcune foto sul suo laboratorio (si sa mai che qualcuno possa prenderne spunto!):
http://www.swissinfo.ch/ita/multimedia/ ... d=30914020


10 - mystral1320
Blu, davvero tante grazie per i link: Io li ho cercati invano per diverso tempo in internet, pur risiedendo a pochi km da casa sua....

11 - Dolceritmo
ho dato un'occhiata ai siti Svizzeri, laboratorio a parte penso che senza l'anima che muove il tutto non funzionerebbe nulla.
Penso che acquisterò il libro che hai citato ho bisogno di informazioni tecniche per il momento, poi in primavera costruirò il mio piccolo laboratorio in giardino il comune dove abito ha concesso 12 metri quadri di superficie senza permessi vari, nel frattempo qualsiasi informazione tecnica è la benvenuta.

12 - blu
Grazie a te, mystral, per averlo citato per primo...
Dolceritmo, appena ne avrò il tempo, leggerò e riporterò i passaggi salienti circa l'intonazione delle canne... che mi pare di aver capito sia la cosa che maggiormente ti interessa...
Ogni costruttore viene intervistato e ciascuno di essi spiega le caratteristiche tecniche dei suoi flauti e il suo modo di operare anche se, ho dato una scorsa, e mi pare di aver capito che loro accordavano gli strumenti accorciando le canne e utilizzando un'altra "canna diapason" come confronto, quindi niente di scientifico...

13 - Sci090
Il flauto del dignitario imperiale Inca che riposa nel Museo di Modena sembrerebbe essere uno strumento basato su una scala pentatonica. Considerando infatti che la sesta canna è circa la metà della prima, la settima è la metà della seconda etc. direi che ogni 5 canne si salta di ottava.
Questo tipo di strumento si utilizza ancora oggi nell'altipiano delle Ande e si chiama ANTARA. A differenza del flauto di pan, che è diatonico, l'antara è accordata pentatonicamente e questo è normale, visto che la scala pentatonica è una scala molto semplice che nasce dal ciclo delle quinte e che è credibile che si sia sviluppata in varie località del mondo in maniera indipendente. Per avere un'idea di cosa sia e come suoni una scala pentatonica, basta sedersi davanti a un pianoforte e suonare solo i tasti neri. Anche premendoli a caso potrete facilmente improvvisare una melodia dal sapore orientaleggiante.
La canna nostrana arundo donax è la peggiore per la costruzione dei flauti di pan. Ha i nodi troppo vicini ed è poco sonora per via delle pareti spesse, ma almeno è robusta. In Sud America ci sono invece diversi tipi di canna chiamati Bambu, Quime, Songo, Kirki etc, dalle pareti più o meno spesse ma dai nodi distati tra di loro (anche 60 o 70 cm. in canne di diametro di 2,5 cm.)
Ce n'è un tipo talmente sottile che viene chiamato "guscio d'uovo". E' estrememente sonora ma si spacca facilmente.
Se volete che i flauti di pan suonino bene bisogna non legare le canne troppo strette. Se sono libere di vibrare suoneranno meglio, ma occorrerà tenerle a bada per evitare che cadano mentre si sta suonando!!! Inoltre si possono tirare su le canne utili per il pezzo che si sta suonando e abbasare quelle delle note che non servono.
Tra i vari flauti di pan merita particolare attenzione, per via della sua curiosa intonazione delle canne, il RONDADOR, flauto tipico dell'Ecuador. Apparentemente gli intervalli tra le note sono senza senso ma se uno osserva bene in realtà una logica c'è... tranne per le prime quattro canne, che sono però di origine rituale. Alcuni costruttori ne tolgono due, le più strane come intonazione, rendendo le prime cinque canne dello strumento una perfetta scala pentatonica.
Se mi date un po' di tempo cercherò di postare qualche foto e illustrare lo schema della sua intonazione.

14 - blu
Allora ho dato una veloce letta al capitolo sui costruttori e come già avevo anticipato, per effettuare una corretta intonazione delle canne veniva fatto un "confronto sonoro" con uno strumento analogo o con un diapason...
Per quanto riguarda invece il tipo di canna utilizzata, nel volume è scritto che veniva raccolta in loco, ovviamente in giornate "giuste", e si fa riferimento alla "canna indica" detta anche "canna d'India" che non è Bambù e nemmeno arundo donax...
Presumo sia questa:
http://it.wikipedia.org/wiki/Canna_indica
Solo due costruttori si riforniscono invece di canne, uno dalla Liguria e uno dal sud Italia, che vengono indicate come "canne marine", che presumo sia invece arundo donax:
http://it.wikipedia.org/wiki/Arundo_donax
Per quanto riguarda quest'ultima, a differenza della prima tipologia, era prevista anche una pulizia interna per eliminare la "peluria" presente...
I metodi di stagionatura delle canne sono molto diversi da un produttore all'altro ed arrivavano anche a 10/15 anni.
Sci090 quando hai tempo pubblica il materiale di cui hai scritto... grazie

15 - Dolceritmo
per il periodo della raccolta delle canne, penso che valga la luna come per la legna, sia da ardere che legname da lavoro, se lo trovo posto il titolo di un bellissimo libro letto in passato scritto nel Tyrolo, dove questa antica tradizione è ancora osservata


16 - blu
Esattamente, se ne è già scritto abbondantemente qui sul forum: mesi freddi, specie gennaio o febbraio e luna calante... poi ci sono varie raccomandazioni anche relativamente alla prima conservazione e successiva stagionatura...


17 - andreat83
ciao blu! solo una precisazione o perlomeno ci provo sperando di poter essere utile, per canna d'india generalmente si intende il rattan (calamus rotang) che è però non è cavo, ma pieno e si scorteccia per farci il midollino per la creazione di sedie e cesti. la canna indica non so se sia la stessa cosa..
leggendo in rete c'è tanta confusione come si legge anche nell'enciclopedia Treccani:
"c. d’India, nome commerciale di certe specie del genere Calamus, caratterizzate dal fusto lunghissimo e sottile, che viene utilizzato per fare sedie, battipanni, ecc. (il nome di c. d’India è dato regionalmente anche ai bambù, e inoltre al cannacoro o canna dei giardini, lat. scient. Canna indica, della famiglia cannacee)"
chissà.. a presto!

18 - blu
Ciao, quello che ho scritto l'ho letto (e riportato fedelmente) sul libro che ho precedentemente citato...
In più posso aggiungere che le canne che vengono usate sono della famiglia delle scitaminee (di cui esistono circa 50 specie diverse) e qui sono indicate appunto come "canna indica" o (credo nella forma di sinonimo) "canna d'India" e viene pure indicato che questo è il più comune tipo di canna che cresce spontaneamente in Brianza ed è ubiquitaria.
In un altro passo del volume ci si riferisce alle "canne comuni" (credo per la Brianza) chiamate in gergo edilizio "arelle", anche se questo nome è generico e viene ad esempio usato anche in Sicilia, vedi questo sito (spero di non fare pubblicità occulta!):
http://www.youtube.com/watch?v=NzYAKOTnlus
http://www.sicilcanne.com/lacanna.htm
qui la canna in oggetto è l'arundo donax... pertanto la questione si fa ancora più complicata!

19 - andreat83
ciao! beh vivendo in brianza ti posso confermare che le canne che crescono qui sono arundo donax, e credo solo quelle. non ho visto altri tipi di canne, anche a detta di mia madre sono le uniche che crescono qui intorno.
tra l'altro piccola parentesi, so che dovrei aspettare gennaio con luna calante.. ma dite che dicembre invece con luna calante non va bene?

20 - Sci090
Credo che un principio generale per la scelta del periodo ottimale per il taglio delle canne (o delle altre essenze per liuteria) sia quello di scegliere un periodo dell'anno molto freddo e secco (di solito febbraio), quando la vegetazione è ferma, e con la luna calante perché la pianta trattiene meno linfa. Qualcuno dice addirittura di tagliarle di notte o all'alba, non ricordo bene.
http://heinrichvontrotta.blogspot.com/2 ... legno.html
Questo articolo di Giacomo Andreola nacque per caso dopo un suo intervento in un forum come questo, dove consigliò come scegliere il periodo migliore per tagliare le essenze per liuteria. Presentò la cosa come un racconto di streghe e folletti, dicendo che bisognava aspettare l'inverno, la luna giusta e persino l'ora più propizia. Gli altri utenti del forum lo invitarono a continuare a raccontare come si potesse far suonare un pezzo di legno e lui pubblicò il racconto in quattro parti, lasciando gli utenti (me compreso) sempre più incuriositi...

21 - Dolceritmo
a volte i racconti e leggende sono di molto aiuto a trovare le soluzioni,
fermo restando che la canna è già un cilindro cavo, questo fa intuire che anche da un pezzo di legno cilindrico e cavo al suo interno può emettere un suono, l'importante è sapere diametro e profondità di questo foro, poi certamente ci saranno altre mille possibilità per renderlo più incisivo..

22 - Pietro
Chiedo venia ma solo ora vedo le ultimissime di questo mio argomento silente da tempo.
Per l'accordatura precisa avevo chiesto lumi tempo fa ai membri di una comunità cilena che si esibiva spesso musicalmente in piazza Bra qui a Verona: Prima, mi hanno detto, tagliavano le canne alla misura standard per poi rifilarle piano piano per portarle al tono giusto. Altre volte colavano un po' di cera nel fondo della canna in modo da poterla aggiungere o togliere se la nota cresceva o calava: questo secondo sistema era valido anche a strumento già assemblato.
Penso che gli strumenti popolari e gli strumenti antichi siano affini e che lo siano pure certe tecniche tradizionali di costruzione e di calibratura che spesso sfuggono alle ferree regole della liuteria comunemente intesa.


23 - Dolceritmo
Quello che dici è più che sufficiente per calibrare le canne, noi oggi che abbiamo perso l'orecchio per la calibratura abbiamo in ausilio l'accordatore elettronico, in settimana scendo in città ad acquistarne uno.


24 - andreat83
in realtà credo e spero proprio che il nostro orecchio funzioni ancora, serve solo un po' di allenamento. e sicuramente un orecchio allenato è molto meglio di un accordatore! detto questo lo uso anch'io, ci mancherebbe, è abbastanza affidabile e tanto comodo!


25 - Dolceritmo
Ho già fatto delle prove di foratura con delle canne di bambù acquistate presso un negozio di agraria.
Ora passerò alla vera e propria realizzazione del flauto con le misure che avete messo.
Poi ci sarà il problema dell'accordatura o della calibrazione del suono con la cera, quindi mi servirebbe un accordatore per flauto, avete qualche riferimento di qualche marca adatta ad accordare il flauto?
Vorrei acquistarla prima di Natale
Grazie per le eventuali risposte, non appena avrò imparato a postare le foto lo farò.


26 - mystral1320
Nei negozi di musica un po' forniti, si trovano degli accordatori elettronici che captano con un microfono la frequenza in uscita dallo strumento in questione e con un indicatore ti danno la possibilità di accordare propriamente la frequenza. Alcuni di questi apparecchi, hanno un selettore che ti permette di far emettere una frequenza di riferimento....
Quanto al costo.... Ce ne sono di diversi prezzi a dipendenza del modello e delle sue capacità....


27 - Sci090
Scusate ma quando si parla di canna ha poco senso parlare di misure e di forature.
La canna è già forata in natura e va solo tagliata sotto il nodo, lasciando che la parte chiusa sia quella con diametro più largo. Una volta ottenuti i pezzi bisogna decidere come accordare lo strumento, che di solito è basato su una scala diatonica (principalmente di DO o di SOL, con la scala che inizia una quarta più in basso rispetto alla tonica).
Si prende la canna più lunga e si cerca di capire che nota emette. Una volta correttamente rifilata e accordata con plastilina o cera, si passa alla canna successiva.
Quando si lavora su ciascuna canna per perfezionarne l'intonazione, bisogna stare molto attenti a mantenere la stessa angolazione dello strumento rispetto alle labbra. Infatti se le canne sono state intonate singolarmente ma tenendole alcune più "aperte" e altre più "chiuse" sulla bocca, anche se ciascuna di esse avesse un'intonazione perfetta per l'accordatore, una volta montate in fila si udirebbero risultati disastrosi. Viene infatti spontaneo far sì che le canne più corte vengano tenute quasi ad angolo retto rispetto al volto, mentre con quelle lunghe si tende a chiudere di più il foro portando la canna ad essere quasi perpendicolare al volto.
Meglio sarebbe legare le canne prima, non troppo strette, e poi accordarle tirando fuori dalla fila una alla volta quella che si deve via via accordare.
Una volta ottenuto uno strumento perfetto in inverno, vi accorgerete che in estate le note saranno tutte crescenti.
La canna risente infatti delle variazioni di temperatura e umidità e ciascuna nota va in realtà "accordata" col diaframma e con cambi di angolazione dello strumento in corso d'opera mentre si sta suonando. In estate va tenuto più chiuso sulle labbra, suonando "a testa bassa" mentre in inverno va "aperto" al massimo soffiando con lo sguardo rivolto in alto.
Non c'è accordatore che ti assicurerà un'intonazione perfetta. Uno stratagemma molto usato per correzioni di intonazione al volo è quello di costruire il flauto quando la temepratura e l'umidità sono miti (tarda primavera) e portarsi sempre dietro un po' di chicchi di riso durante l'inverno. Con il freddo, soprattutto suonando all'aperto, l'intonazione cala quasi di mezzo tono e allora si buttano un po' di chicchi di riso dentro le canne e si intonano per l'occasione. A fine concerto si recupera tutto il riso e ci si fa il risotto.

28 - molise
Chiedo scusa, ma gradirei spiegassi meglio il concetto: "le canne più corte vengano tenute quasi ad ANGOLO RETTO rispetto al volto, mentre con quelle lunghe si tende a chiudere di più il foro portando la canna ad essere quasi PERDENDICOLARE al volto".
Credo sia un concetto espresso male, perchè se la superficie di riferimento (Il volto) è la stessa, le due espressioni assumo esattamente lo stesso significato.
Poi, se non chiedo troppo, cosa significa esattamente "suonare con lo sguardo rivolto verso l'alto"?


29 - Sci090
Mi dispiace ma ho scritto in fretta dall'ufficio in un momento in cui gli applicativi con cui lavoro erano momentaneamente fuori uso. Mi rendo ora conto di aver espresso male il concetto.
Volevo scrivere "ad angolo retto rispetto al fiato" del suonatore
Se guardiamo di profilo una persona che sta suonando un flauto di pan nelle canne più corte, noteremo che il flauto è parallelo al volto. Quando invece le note interessate sono quelle delle canne più lunghe, viene spontaneo ruotare verso l'alto il lato inferiore del flauto, che si verrà così a trovare in posizione "a sigaretta".
"Suonare con lo sguardo rivolto verso l'alto" significa allargare l'angolo di entrata del fiato (alzare la testa e guardare in alto porta proprio a fare questo) e in questo modo si alza l'intonazione. Se invece si vuole abbassare l'intonazione bisogna restringere l'angolo (portando appunto il flauto "a sigaretta") e guardare in basso aiuta a farlo.
Insomma, per cambiare al volo l'intonazione di una canna bisogna cambiare l'angolo di entrata del fiato. Quindi o si ruota il flauto verso l'alto o verso il basso a parità di posizione della testa o si ruota la testa, sempre verso l'alto o verso il basso, a parità di posizione del flauto. In realtà quello che ho cercato di descrivere è il normale movimento che chiunque suoni un flauto traverso fa normalmente quando passa dalle note della prima ottava a quelle della seconda e della terza, solo che nel flauto traverso si gioca molto anche con il movimento delle labbra, che nel flauto di pan sono invece più statiche...
In alcuni tipi di flauti di pan rumeni con questo metodo si ottengono addirittura i semitoni, ma per far questo il profilo del taglio della parte superiore della canna è sagomato ad hoc e il tutto è possibile solo con canne non molto lunghe.
Tenete invece presente che nei flauti di pan latinoamericani ci sono strumenti (i toyos) che arrivano ad avere le canne più basse lunghe quasi un metro e mezzo...
Spero di essere stato più chiaro.


30 - molise
Chiarissimo... grazie.


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Cordialità - Pietro -


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 Oggetto del messaggio: Re: Flauto di Pan
MessaggioInviato: 09/05/2019, 18:09 
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Iscritto il: 07/06/2013, 21:20
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Sto tentando di costruirne uno in PVC ma ho risultati deludenti.
Mi chiedevo se il bordo della canna deve essere essere rastremato in qualche maniera particolare :(
Non mi sembra uno strumento cosi facile da costruire


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